Didattica

Perché un Mediterraneo molto caldo può rendere i TEMPORALI più intensi in SICILIA?

In questi giorni alcuni settori del Mediterraneo, compreso il Basso Tirreno, hanno raggiunto temperature superficiali prossime ai +31 °C, valori eccezionalmente elevati che testimoniano il forte accumulo di calore avvenuto nelle ultime settimane.

Ma che rapporto esiste tra un mare così caldo e i fenomeni temporaleschi?

Il Mediterraneo rappresenta un enorme serbatoio di calore e umidità. Più aumenta la temperatura dell’acqua, maggiore può essere l’evaporazione e, di conseguenza, la quantità di vapore acqueo disponibile nei bassi strati dell’atmosfera.

Il mare caldo, però, non basta

È importante chiarire che un mare molto caldo non genera automaticamente temporali violenti. Per lo sviluppo della convezione servono anche altri ingredienti, come aria più fredda in quota, instabilità atmosferica e meccanismi capaci di sollevare le masse d’aria.

Quando queste condizioni si verificano, però, un mare eccezionalmente caldo può fornire ulteriore energia e umidità al sistema. Più umidità, più acqua disponibile

All’interno di un temporale l’aria calda e umida viene sollevata, si raffredda e il vapore acqueo condensa. Una maggiore quantità di umidità disponibile può quindi favorire, nelle configurazioni atmosferiche più favorevoli, precipitazioni molto intense concentrate in poco tempo.


E in Sicilia?

La posizione della nostra Isola al centro del Mediterraneo rende questo aspetto particolarmente importante. Temperature marine che in alcuni settori hanno raggiunto i +31 °C indicano la presenza di un notevole serbatoio di calore.

Se nelle prossime settimane dovessero sopraggiungere infiltrazioni di aria più fresca in quota o strutture depressionarie, il contrasto con l’aria calda e molto umida presente nei bassi strati potrebbe contribuire ad accentuare l’instabilità.

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