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Pianeti EXTRASOLARI: c’è un nuovo mondo intorno a Proxima Centauri?

Da quanto emerge da una nuova scoperta pubblicata in questi giorni su Science Advances, ci sarebbe un nuovo pianeta extrasolare, battezzato come Proxima c, attorno alla stella Proxima Centauri. Lo studio è stato realizzato da un team internazionale di ricercatori, guidati dagli italiani Mario Damasso dell’INAF di Torino e da Fabio Del Sordo, dell’Università di Creta, grazie ai dati raccolti tramite spettrografi installati in Cile.  Proxima Centauri è una stella nana rossa facente parte di un sistema stellare triplo, Alfa Centauri, ed è la stella più vicina alla Terra, dopo il Sole: essa si trova precisamente a 4,2 anni luce di distanza e, nonostante la sua vicinanza, essa non appare visibile ad occhio nudo per via della sua scarsa luminosità. 

α Centauri A e B sopra l’orizzonte parzialmente illuminato di Saturno, viste dalla sonda Cassini/Huygens. Credit: wikipedia.org

Essa è circa otto volte meno massiccia del Sole, ma è affascinante pensare che attorno ad essa orbitino dei mondi alieni. Già nel 2016 Proxima Centauri era stata oggetto di interesse per via della scoperta di un pianeta orbitante attorno ad essa: si tratta di Proxima b, lesopianeta di tipo roccioso orbitante nella fascia di abitabilità in circa 11 giorni, e potenzialmente dotato di acqua liquida superficiale. Ma considerando la natura di nana rossa di Proxima Centauri, e la sua caratteristica di stella a brillamento, la possibilità che sul pianeta possa svilupparsi la vita è davvero poco probabile.        Il primo pianeta, Proxima b, era stato individuato grazie ai dati raccolti dagli spettrografi installati sul Very Large Telescope array a Cerro Paranal e su quello presente a La Silla. Ora, includendo questi ai nuovi studi, nel corso di una durata totale di circa 17 anni di osservazioni, si è arrivato a captare un segnale con un periodo di 5,2 anni compatibile con la presenza di un secondo nuovo pianeta, avente una massa circa 6 volte quella della Terra e con un’orbita di circa 1,5 unità astronomiche di raggio, qualcosa come la distanza media tra il Sole e Marte.                                                                                                                                                                                                             

Comparazione tra il Sole e il sistema stellare triplo. Credit: earth&sky

Questo è ciò che è emerso dagli studi basati sulla tecnica delle velocità radiali: monitorando lo spettro luminoso di una stella e le sue variazioni si può arrivare a dedurre l’esistenza o meno di un pianeta che vi orbita attorno, il quale è in grado di creare  perturbazioni gravitazionali sulla stella stessa.
Già nel 2017 il radiotelescopio Alma aveva scoperto una fascia di polveri attorno a Proxima Centauri, dal cui studio fu dedotto che la fascia di polveri fredde è la prima indicazione della presenza di un elaborato sistema planetario e quindi non di un solo pianeta, orbitante appunto attorno alla stella più vicina al nostro Sole. Gli studi proseguono in questa direzione, per poter affermare con assoluta certezza la presenza di Proxima c, che si andrebbe ad aggiungere alla schiera di pianeti extrasolari già scoperti.

Articolo di: Teresa Molinaro
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