Si chiude un’ESTATE METEOROLOGICA 2026 DA RECORD: una lunga ondata di caldo durata quasi ininterrottamente 3 mesi
Con la conclusione del mese di agosto si chiude ufficialmente anche l’estate meteorologica 2026, una stagione che sulla Sicilia ha mostrato caratteristiche decisamente fuori dall’ordinario e che verrà ricordata soprattutto per la persistenza del caldo.
Più che una semplice successione di ondate di calore, quella appena conclusa è stata infatti una lunga fase termicamente anomala, durata quasi tre mesi, all’interno della quale si sono inserite alcune vere e proprie fiammate africane, capaci di portare i termometri oltre i +45 °C e, in più occasioni, a ridosso dei record assoluti.
Ed è proprio la persistenza a rappresentare l’elemento più significativo dell’estate 2026. Individuare con precisione dove sia terminata un’ondata di calore e dove ne sia iniziata un’altra è stato spesso difficile, perché tra un episodio e il successivo sono mancate vere e proprie fasi di raffreddamento durature. Le temperature hanno infatti mantenuto per lunghi periodi valori superiori alle medie climatologiche, con soltanto temporanee attenuazioni.
GIÀ A GIUGNO L’ESTATE MOSTRAVA IL SUO VOLTO PIÙ CALDO
Il caldo non è arrivato improvvisamente nel cuore dell’estate.
Già nei primi giorni di giugno la Sicilia si trovava sotto l’influenza di un promontorio anticiclonico di matrice nord-africana, associato a masse d’aria calda e a temperature a 850 hPa comprese tra +18 e +20 °C. Il risultato fu un’immediata accelerazione della stagione, con valori superiori ai +35/+36 °C nelle aree interne e condizioni più afose lungo le coste.
Anche le successive temporanee flessioni termiche non determinarono una vera inversione della tendenza. A metà giugno, ad esempio, il passaggio di aria leggermente più fresca in quota favorì qualche episodio temporalesco sulle aree interne, ma già dalla giornata successiva l’anticiclone tornò a rafforzarsi sul Mediterraneo centrale.
È proprio questo il filo conduttore che ritroveremo nei mesi successivi: brevi pause, seguite da nuove espansioni anticicloniche.
LA MATRICE SINOTTICA DELL’ESTATE
Dal punto di vista sinottico, il denominatore comune della stagione è stata la frequente presenza sul Mediterraneo centrale di promontori anticiclonici subtropicali, spesso alimentati dall’afflusso di masse d’aria provenienti direttamente dal comparto nord-africano.
Il meccanismo si è ripetuto a più riprese.
L’approfondimento di saccature atlantiche sull’Europa occidentale o in prossimità della Penisola Iberica ha favorito, sul loro bordo orientale, una risposta dinamica verso nord dell’anticiclone subtropicale africano. La Sicilia, trovandosi frequentemente lungo il settore ascendente di questa configurazione, è stata così raggiunta da correnti meridionali molto calde, con un progressivo aumento delle temperature anche alle quote medio-basse della troposfera.
A ciò si sono aggiunti elevati geopotenziali, subsidenza atmosferica, forte soleggiamento e compressione adiabatica, tutti fattori che hanno contribuito ad amplificare il riscaldamento nei bassi strati.
Non è quindi un caso che i due momenti più estremi dell’estate, luglio e fine agosto, abbiano mostrato una matrice sinottica molto simile.

LUGLIO: LA PRIMA GRANDE ESPLOSIONE TERMICA
È nella seconda metà di luglio che l’estate 2026 ha raggiunto il primo vero apice.
Dopo una prima parte del mese già calda, l’affondo di una vasta saccatura sull’Atlantico e a ovest della Penisola Iberica ha favorito l’ulteriore espansione verso est dell’anticiclone subtropicale africano.
Tra il 14 e il 24 luglio la Sicilia è stata interessata da una delle più intense ondate di calore degli ultimi decenni, con valori a 850 hPa diffusamente intorno ai +28 °C e punte locali di +29/+30 °C sulla Sicilia centro-orientale.
La presenza di una massa d’aria così calda in quota, unita alla forte subsidenza, alla ventilazione generalmente debole e al marcato riscaldamento del suolo, ha creato condizioni ideali per un’autentica esplosione termica.
La mappa delle temperature massime del CMS del 20 luglio è particolarmente significativa: gran parte dell’Isola presenta valori superiori ai +40 °C, mentre numerose stazioni dell’entroterra raggiungono o superano i +44/+45 °C.
Tra i picchi registrati dalla rete SIAS durante l’episodio figurano:
- +46,5 °C – Mineo SP48
- +46,5 °C – Contrada Calderari
- +46,3 °C – Acate
- +46,1 °C – Caltagirone SP227
- +45,9 °C – Borgo Pietro Lupo
- +45,8 °C – Santa Croce Camerina
- +45,5 °C – Gela Cipollina
- +45,3 °C – Ramilia
Valori che collocano quella fase tra gli episodi di caldo più severi mai osservati dalla moderna rete di monitoraggio regionale.
IL 21 LUGLIO ENTRA NELLA STORIA DELLA RETE SIAS
Particolarmente significativo è stato il dato relativo alla giornata del 21 luglio.
Secondo l’analisi della rete SIAS, quella giornata è risultata la seconda più calda degli ultimi 25 anni per temperatura media regionale, preceduta soltanto dal 24 luglio 2023.
Ben 72 stazioni su 96 superarono i +40 °C e Santa Croce Camerina raggiunse i +46,2 °C. Inoltre furono registrati 15 nuovi record assoluti per altrettante serie storiche SIAS.
Un dato particolarmente eloquente perché dimostra che non si trattò del semplice picco isolato di qualche stazione: l’intera struttura termica regionale era eccezionalmente calda.
DOPO IL PICCO, UNA PAUSA CHE NON È MAI DIVENTATA UNA VERA SVOLTA
La fase estrema di luglio si è successivamente attenuata, ma il quadro generale non ha subito una vera inversione.
Anche quando le temperature sono scese rispetto ai valori eccezionali raggiunti nella terza decade, la stagione è rimasta pienamente estiva e frequentemente sopra media.
Già il 9 luglio il CMS aveva individuato una nuova espansione subtropicale legata all’affondo di una saccatura a ovest della Penisola Iberica; nel corso del mese il meccanismo si è quindi riproposto più volte.
Questo aspetto è fondamentale per comprendere l’intera estate: il caldo estremo poteva attenuarsi, ma la condizione termica di fondo rimaneva calda.

AGOSTO: IL CALDO CONTINUA, POI ARRIVA LA SECONDA GRANDE FIAMMATA
Con l’ingresso di agosto non si è verificata quel netto cambio di pattern atmosferico che avrebbe potuto interrompere la lunga fase calda.
Anche a Ferragosto la Sicilia rimaneva sotto l’influenza dell’anticiclone africano, con temperature generalmente superiori alle medie e punte di +36/+37 °C nelle aree interne. Le eventuali infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota riuscivano al massimo a favorire qualche temporale pomeridiano, senza modificare il quadro generale.
Poi, nella seconda metà del mese, il solito schema sinottico è tornato a rafforzarsi.
L’approfondimento della struttura depressionaria sull’Europa occidentale ha favorito una nuova risalita di correnti meridionali molto calde e una nuova espansione del promontorio subtropicale verso la Sicilia.
Il culmine è arrivato tra il 27 e il 30 agosto.
28 AGOSTO: LA SICILIA TORNA A SUPERARE I +40 °C IN MODO DIFFUSO
Le condizioni sinottiche erano nuovamente estreme: robusto promontorio subtropicale sul Mediterraneo centrale, forte stabilità atmosferica e isoterme fino a +29 °C a 850 hPa.
Il CMS prevedeva per il 28 agosto temperature diffusamente oltre i +40 °C, con picchi superiori ai +44 °C in diverse aree dell’Isola.
I dati osservati hanno confermato pienamente la previsione.
Nella sola rete del Centro Meteorologico Siciliano, durante questa fase, ben 143 stazioni hanno superato i +40 °C.
E ancora una volta il dato simbolo è arrivato da Sigonella.
La stazione dell’Aeronautica Militare ha raggiunto +45,6 °C superando il precedente record di +45 °C risalente all’agosto 1999.
Un valore che, a poco più di un mese dai picchi estremi registrati in luglio, restituisce perfettamente la straordinaria persistenza del caldo durante questa stagione.
NON SOLO TEMPERATURE ESTREME: SULLE COSTE IL CALDO È STATO OPPRIMENTE
L’estate 2026 ha mostrato anche un’altra caratteristica importante.
Se nelle aree interne il problema principale è stato rappresentato dalle temperature estreme, lungo diversi settori costieri il caldo ha assunto caratteristiche differenti.
Nella parte finale di agosto, ad esempio, sono stati osservati punti di rugiada fino a +28/+29 °C, valori indicativi di una quantità eccezionalmente elevata di vapore acqueo presente nell’atmosfera.
Con temperature dell’aria attorno ai +34/+35 °C, condizioni di questo tipo hanno determinato un caldo fortemente afoso e opprimente, mentre nelle aree interne il termometro raggiungeva contemporaneamente i +40/+42 °C e oltre.
Abbiamo quindi avuto due facce della stessa estate: caldo estremo nell’entroterra e caldo opprimente sulle coste.
LUGLIO E AGOSTO: DUE PICCHI, LA STESSA MATRICE
Il confronto tra le due mappe CMS del 20 luglio e del 28 agosto è probabilmente la sintesi più efficace dell’estate 2026.
A distanza di quasi quaranta giorni, ritroviamo una Sicilia nuovamente alle prese con temperature elevatissime, con ampie aree oltre i +40 °C, numerose stazioni oltre +42/+43 °C e picchi prossimi ai +45 °C.
Non si tratta naturalmente della stessa massa d’aria, ma della ripetizione di una configurazione sinottica favorevole alla risalita dell’aria subtropicale.
In entrambi gli episodi abbiamo infatti avuto una struttura depressionaria sull’Europa occidentale capace di favorire la risposta anticiclonica verso il Mediterraneo centrale, con conseguente trasporto di aria molto calda dal Nord Africa.
È proprio la distanza temporale relativamente breve tra questi due episodi a rendere particolarmente significativo il quadro complessivo.
TRE MESI DI CALDO: LA VERA ANOMALIA È LA PERSISTENZA
Ed eccoci al punto centrale.
Definire l’estate 2026 semplicemente come una stagione caratterizzata da “diverse ondate di calore” non restituisce completamente ciò che è accaduto.
Il dato più importante è la continuità del regime caldo.
Da giugno, quando già si registravano temperature superiori alla norma sotto l’influenza delle prime rimonte subtropicali, fino alla fine di agosto, la Sicilia è rimasta per lunghi periodi all’interno di un contesto termico sopra media.
Le fasi più fresche non sono certamente mancate, ma sono state generalmente brevi e poco incisive, incapaci di determinare un raffreddamento duraturo della massa d’aria e delle superfici.
Per questo motivo è spesso difficile stabilire dove finisca un’ondata e dove ne inizi un’altra.
Più che tante ondate nettamente separate, abbiamo avuto una lunga stagione calda quasi ininterrotta, all’interno della quale si sono sviluppati alcuni picchi di eccezionale intensità.
I NUMERI DELL’ESTATE 2026
E alla fine sono i numeri a fotografare meglio di qualsiasi altra cosa quanto accaduto.
+46,5 °C durante la grande fase di luglio.
+46,2 °C a Santa Croce Camerina il 21 luglio.
72 stazioni SIAS su 96 oltre i +40 °C nella giornata del 21 luglio.
+45,6 °C Stazione aeronautica Militare di Sigonella.
E soprattutto 143 stazioni CMS oltre i +40 °C durante la fase più intensa di fine agosto.
Numeri che, presi singolarmente, raccontano due episodi estremi.
Letti insieme, raccontano invece l’intera estate.
Un’estate nella quale il caldo non si è limitato a fare la sua comparsa in alcune occasioni, ma ha rappresentato per lunghi periodi la condizione meteorologica dominante.
Con una successione di promontori subtropicali, avvezioni sahariane, forte subsidenza e temporanee attenuazioni che, spesso, non sono mai riuscite a spezzare realmente la lunga anomalia termica.
L’estate meteorologica 2026 si chiude una stagione che, più che per la singola ondata di calore, sarà ricordata per la sua straordinaria persistenza, entrando negli annali come una, se non la stagione più calda da quando esistono le rilevazioni.
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