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Si conferma un MAGGIO con ANOMALIE TERMICHE diffuse: sulla SICILIA pesa l’ondata di CALDO RECORD trascorsa

Continua il trend particolarmente siccitoso di questo 2020 sulla Sicilia, a parentesi piovosa del mese di marzo, le piogge faticano a raggiungere la nostra regione catalogando di fatto questo inizio 2020 fra i più secchi della storia climatica siciliana.
Alla siccità, si aggiungono anche anomalie termiche che, pur rimanendo moderate per gran parte dell’inverno, sono divenute più marcate fra aprile e sopratutto nel mese di maggio.


La carta che vi proponiamo ci mostra le anomalie termiche registrate al suolo dal 1 maggio fino ad oggi; come ben notate l’Europa risulta spaccata in 2, con l’aria fredda che ha messo radici sulla Scandinavia, centro ed est Europa.
Addirittura fra Svezia e Norvegia, il persistere di depressioni alimentate da aria di diretta estrazione artica, hanno mantenuto uno scarto termico di ben 4-5 gradi in meno rispetto alle medie stagionali.
Situazione diametralmente opposta si è determinata sulle restanti aree del continente europeo, alle prese con una anomala espansione anticiclonica agevolata da persistenti anomalie bariche presenti nel vicino Atlantico.


A determinare, tale impianto ha contribuito una brusca virata in territorio negativo dell’indice NAO, che pur, sulla carta favorevole a scambi meridiani, e ad ipotetiche irruzioni artiche sul Mediterraneo, esso è stato determinante nell’aprire un canale freddo con direttrice nord-sud, ma in pieno Atlantico e successivamente sulla penisola iberica.
La risposta immediata è stata un’eccezionale espansione dell’alta pressione sub-tropicale che, colpendo la Sicilia e parte del centro-sud, ha di fatto determinato anomalie termiche diffuse con valori record e fino a 12 gradi in più rispetto alle medie di riferimento.
Manca, insomma, una settimana, alla chiusura del mese di maggio e all’avvio dell’estate meteorologica; l’impianto attuale caratterizzato dalla presenza dell’anticiclone delle Azzorre e da successive infiltrazioni balcaniche, contribuirà ad una limatura di tali anomalie, quanto meno al centro-sud, mentre dal punto di vista delle piogge sarà più difficile colmare un deficit pluviometrico, ormai consolidato.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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