SI, la SICILIA è stata colpita da un’ONDATA DI CALORE ECCEZIONALE: contro la disinformazione la parola ai DATI
Ci sono momenti in cui, nel nostro settore, è necessario mettere da parte la diplomazia e parlare con chiarezza.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla diffusione, da parte di una testata meteorologica di rilevanza nazionale, di informazioni che descrivevano una Sicilia sostanzialmente estranea all’ondata di caldo, arrivando addirittura a prospettare scenari dominati dal Maestrale.
La realtà osservata, dati alla mano, è stata ben diversa.
E non lo diciamo sulla base di una previsione o di un modello numerico: lo dicono le stazioni meteorologiche.
Nella sola rete del Centro Meteorologico Siciliano, ben 143 stazioni hanno superato i +40 °C durante questa fase di caldo eccezionale.

E il dato più eclatante è quello di Sigonella, dove il termometro ha raggiunto +45.6 °C, ritoccando il record mensile della stazione. Un valore che trova riscontro anche nelle rilevazioni pubblicate da altre realtà meteorologiche.
Ma c’è un aspetto ancora più grave.
Per sostenere una determinata narrazione sono stati presi in considerazione alcuni valori registrati lungo le coste, dove l’influenza mitigatrice del mare può effettivamente contenere le temperature massime, ignorando completamente ciò che accadeva nelle aree interne dell’Isola.
È meteorologicamente ed eticamente scorretto raccontare il clima di una regione come la Sicilia selezionando soltanto le stazioni che confermano una determinata tesi.
Perché mentre sulle coste si potevano osservare valori relativamente più contenuti, nelle aree interne si raggiungevano diffusamente +42, +43, +44, +45 °C e oltre.

La rete SIAS, per esempio, ha documentato il 27 agosto +45.3 °C a Caltagirone, +44.9 °C a Mineo, +44.7 °C a Comiso e 44.4 °C a Enna.
E non è tutto.
La stessa Protezione Civile aveva già evidenziato il rischio sanitario legato alle temperature elevate, con livelli di allerta per il caldo in diverse città siciliane.
Quindi no: non è corretto raccontare che in Sicilia “non c’era alcuna ondata di calore”.
È esattamente il contrario.
C’è stata un’intensa avvezione di aria subtropicale, con temperature eccezionali e diffusamente superiori alle medie, culminata con valori prossimi o superiori ai +45 °C in diverse aree dell’Isola.
E una cosa deve essere chiara: fare informazione meteorologica significa raccontare tutti i dati, non soltanto quelli utili a costruire un titolo.
Ancora più grave è farlo quando si dispone di una platea nazionale molto ampia. Chi comunica meteorologia a milioni di persone ha una responsabilità maggiore, perché una notizia falsa, parziale o costruita attraverso una selezione artificiosa dei dati può generare una percezione completamente distorta di ciò che sta realmente accadendo.
Il traffico, i clic, le visualizzazioni e la monetizzazione non possono diventare più importanti della correttezza dell’informazione meteorologica.
Se poi la selezione dei dati viene effettuata consapevolmente proprio per generare traffico e contrapposizione, il problema diventa ancora più serio.
Il CMS continuerà invece a fare quello che ha sempre fatto: osservare, misurare e raccontare la realtà attraverso i dati, vi invitiamo calorosamente a seguire realtà serie come la nostra, o altre realtà regionali che si occupano di meteorologia in modo rigoroso e scientifico.
Articolo di: Stefano Albanese – Presidente CMS
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