Su MARTE si respira OSSIGENO! Lo rivela Curiosity

Il cratre Gale su Marte. Fonte: notiziescientifiche.it

Il pianeta rosso è una continua scoperta e non smette di impressionare,  in questi giorni infatti è stata resa nota una notizia a dir poco sconcertante: c’è ossigeno su Marte! La scoperta è avvenuta grazie ai dati rilevati dal rover Curiosity, che nel corso di 3 anni marziani ( 6 anni terrestri) ha analizzato la composizione dell’aria  del cratere Gale, un cratere di Marte del diametro di circa 154 km e con un’età stimata di circa 3,6 miliardi di anni. Gli strumenti di Curiosity hanno misurato durante questi anni i cambiamenti stagionali dei gas nel cielo sopra il cratere Gale, individuando con non poco stupore, variazioni stagionali di molecole di ossigeno, considerato per noi terrestri alla base della vita.“La prima volta che l’abbiamo visto è stato sconcertante”, ha dichiarato Sushil Atreya dell’università del Michigan;  infatti gli stessi ricercatori non riescono a spiegare il motivo di alcuni meccanismi, poichè  è stato riscontrato che la quantità di ossigeno nell’aria (inferiore allo 0.2 per cento) è aumentata del 30 per cento durante la primavera e l’estate marziana, per poi tornare ai livelli previsti, in autunno.

Illustrazione di Curiosity su Marte. Credit: nationalgeographic.it

E’ proprio questo strano andamento dei livelli di ossigeno in base al variare delle stagioni che rende tutto più complicato da comprendere, è come se ci fosse una fonte che produce l’ossigeno e poi se lo riprende a seconda del periodo! L’origine del fenomeno è ancora sconosciuta, e potrebbe avere qualche correlazione con l’altrettanto misterioso andamento stagionale della concentrazione di metano. La storia dell’ossigeno è infatti stranamente analoga a quella del metano, che si si trova costantemente nell’aria, all’interno del cratere Gale, in quantità così piccole (0,00000004% in media) che è appena percettibile persino dagli strumenti più sensibili presenti su Marte.   Gli stessi scienziati hanno affermano che:  «Siamo in difficoltà per spiegarlo», ha detto Melissa Trainer, scienziata planetaria presso il Goddard Space Flight Center della NASA,  che ha guidato questa ricerca. «Il fatto che il comportamento dell’ossigeno non sia perfettamente ripetibile ogni stagione ci fa pensare che non sia dovuto a qualcosa che ha a che fare con le dinamiche atmosferiche. Deve esserci una sorgente chimica e un “pozzo” che non riusciamo ancora a spiegare».                    L’atmosfera del pianeta rosso a livello della superficie è molto diversa da quella della Terra: essa è composta prevalentemente da anidride carbonica (95%) e in minori percentuali da azoto molecolare (2,6%) e argon (1,9%). C’è però anche un po’ di ossigeno molecolare (0,16%) e di monossido di carbonio (0,06%), nonché tracce quasi impercettibili, come già detto, di metano.                          L’ossigeno e il metano possono essere prodotti sia biologicamente (dai microbi, ad esempio) che abioticamente (dalla chimica dell’acqua e delle rocce). Gli scienziati stanno lavorando proprio su questo, prendendo in considerazione tutte le opzioni, anche se non hanno prove convincenti di attività biologica su Marte.  Un’allettante possibile spiegazione dei ricercatori riconduce le oscillazioni di ossigeno e metano alla presenza di eventuali forme di vita batterica, che non sono da scartare, nonostante gli scienziati  abbiano sempre affermato che le radiazioni cosmiche uccidono ogni forma di vita in prossimità della superficie del pianeta; quindi non bisogna escludere che forme batteriche possano essersi adattate anche alle radiazioni più intense e che dunque possano vivere, se non proprio sulla superficie, perlomeno a poche decine di centimetri in profondità.          

Incredibile immagine del cratere ghiacciato Korolev diffusa dall’ESA E catturata tramite il Mars Express in orbita attorno a Marte. Fonte: scienzafanpage

Quel che appare certo al momento è che  Curiosity non sarebbe in grado di stabilire con certezza se la fonte del metano o dell’ossigeno su Marte sia biologica o geologica, in quanto non ha gli strumenti in grado di farlo.  Intanto i ricercatori hanno fatto varie ipotesi di reazioni chimiche tra acqua e anidride carbonica, tra anidride carbonica e rocce vulcaniche, ma nessuna di queste è in grado di spiegare quanto si sta osservando. Questo potrebbe indicare che non conosciamo ancora dettagliatamente i meccanismi che determinano  la “chimica marziana” e che è possibile che alcune reazioni chimiche siano stabilite da dinamiche che non  corrispondono necessariamente a quelle terrestri, anche perchè la Terra ha caratteristiche atmosferiche molto diverse da quelle di Marte. Forse potremo toglierci qualche dubbio in più con le prossime missioni in programma nel 2020, ovvero ExoMars 2020 dell’ ESA e Mars 2020 della NASA, che hanno come scopo quello di riuscire a ricavare tracce di possibili forme di vita presente o passata su Marte. 

 

Articolo di: Teresa Molinaro
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