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Un inizio AUTUNNO particolarmente CALDO in EUROPA, quando arriveranno i primi freddi?

Anche la prima parte della stagione autunnale del 2019 sta risultando particolarmente calda in buona parte d’Europa, soprattutto sull’Europa centrale e meridionale, dove nelle ultime settimane si è accumulata una consistente anomalia termica positiva, dell’ordine dei +4°C +5°C rispetto alle medie del periodo. La persistenza di un robusto promontorio anticiclonico, con un asse principale disposto tra l’entroterra nord Africano, il Mediterraneo e l’Europa centro-orientale, sta continuando a spingere verso la Spagna e la Francia, masse d’aria piuttosto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico marocchino e algerino si sono spinte sopra il bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo, stagnando su questo per vari giorni, data la presenza di un campo barico piuttosto “lasco”che ha reso la ventilazione prevalentemente debole. Queste masse d’aria, piuttosto calde e secche in quota, hanno fatto balzare i termometri oltre il muro dei +25°C +26°C all’ombra, anche grazie al prolungato soleggiamento durante le ore diurne. In molte regioni del meridione le condizioni climatiche hanno assunto caratteristiche simil estive. In qualche caso il caldo è stato talmente intenso, da permettere l’abbattimento di diversi record mensili, alcuni dei quali molto importanti. In particolare nel sud della Spagna, dove fino a qualche giorno fa si registravano temperature massime di oltre +35°C, davvero eccezionali per il mese di ottobre.

z500_36Tale anomalia barica è stata incentivata dalla presenza di un vortice polare troposferico che comincia a compattarsi in sede artica, con un assetto bipolare, caratterizzato da due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera. Un vortice polare cosi compatto di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature toccano valori di -20°C -30°C a bassa quota. Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, dove si segnalano valori al di sotto dei -25°C -30°C, a quote relativamente molto basse, e sull’Artico russo e sulla Jacuzia, dove ormai si registrano le prime temperature minime al di sotto dei -25°C. Il sensibile raffreddamento dell’Artico, a sua volta, tende a rafforzare il “gradiente di geopotenziale” ed il “gradiente termico”  fra le latitudini artiche e quelle temperate, producendo una notevole accelerata del flusso zonale fra le medie ed alte latitudini, fra nord America, Europa e Asia centro-settentrionale.

gfs_north-pac_072_250_wnd_htIl forte “gradiente di geopotenziale” che si viene a realizzare tende a rinforzare notevolmente il ramo principale del “getto polare” che presentando un andamento pressochè rettilineo, con potenti “jet streaks” (massimi di velocità del “getto” in quota), fra l’estremo oriente russo, gli States, il nord Atlantico e l’Europa, taglia le spinte meridiane degli anticicloni oceanici, presenti fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico. In queste ore, ad esempio, un potentissimo “jet streak”, con valori di oltre 380 km/ha circa 9000 metri di altezza, dalle coste dell’estremo Oriente Russo si sta propagando a gran velocità sul Pacifico settentrionale, fino in direzione delle isole Aleutine e delle coste dell’Alaska meridionale. Il sensibile rinforzo del “getto polare” impedisce cosi la costruzione di ampi flussi meridiani, inibendo in tal modo l’afflusso verso latitudini più meridionali delle masse d’aria molto fredde e pesanti presenti sopra il mar Glaciale Artico. Quest’ultime permarranno in loco, colmando la struttura del vortice polare troposferico che presenterà un’ottima forma in sede polare, fino a gran parte del mese di novembre e dicembre.

gfs_north-pac_114_250_wnd_htIn sostanza, la presenza di un vortice polare troposferico in ottima forma, che ruota come una grande trottola sopra il mar Glaciale Artico, tende ad inibire l’attivazione dei più proficui scambi meridiani, se non per fasi abbastanza brevi e circoscritte, agevolando al contempo l’afflusso di masse d’aria molto miti, dai quadranti occidentali, che si spalmano lungo tutta la fascia temperata. Ciò, a sua volta, impedisce alle masse d’aria gelide, stagnanti sopra l’Artico, di essere libere di scivolare verso le medie latitudini, apportando le prime significative ondate di freddo della stagione, come sovente accade durante il mese di Novembre. Fino a quando l’attività del vortice polare non allenterà un po’ in sede Artica, la circolazione generale atmosferica sull’intero emisfero boreale assumerà una componente ad alto indice zonale, con la presenza di “Westerlies” particolarmente intense e di un “getto polare” potente che schiaccerà verso le basse latitudini le spinte meridiane (verso nord) degli anticicloni permanenti sub-tropicali (sopra il nord Pacifico e l’Atlantico settentrionale).

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Solo entro l’ultima decade di Novembre si potrebbe spianare la strada ai primi veri affondi artici verso il vecchio continente, operati da rallentamenti del “getto polare”, in sede nord atlantica, con l’apertura di temporanei “delta” (diramazione del ramo principale del “getto polare” in due rami secondari) che imprimeranno delle circolazioni atmosferiche semi-zonali o decisamente più meridiane, con rapidi scorrimenti di aria fredda di origine sub-polare fino all’area mediterranea, accompagnati, più ad est, da importanti risposte calde, di matrice sub-tropicale continentale, in grado di distendersi verso le alte latitudini e la Russia europea, comportando brevi ma significativi rialzi termici fino alle alte latitudini. In questi casi sono attesi dei raffreddamenti, anche bruschi nell’arco delle 24 ore, ma subito seguiti da rapide stabilizzazioni anticicloniche, per la spinta dell’anticiclone delle Azzorre che continuerà a mantenere un assetto di tipo zonale, disposto lungo i paralleli.

 

Un inizio autunno particolarmente caldo in Europa, quando arriveranno i primi freddi?

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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