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Alla scoperta delle Egadi: MARETTIMO, l'isola dove abbonda il timo selvatico
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Alla scoperta delle Egadi: MARETTIMO, l’isola dove abbonda il timo selvatico

Continuando il nostro giro virtuale tra le Isole Egadi, dopo aver aver scoperto Favignana nell’articolo precedente, adesso tocca alla piccola e selvaggia, Marettimo. Si tratta dell’isola più occidentale dell’arcipelago trapanese, dalla costa, infatti, dista circa 20 miglia.

Ha una superficie di poco superiore ai 12 km² ed abitata da circa 600 abitanti. Il suo toponimo sembra avere più definizioni: Lera (“la sacra”), oppure, secondo gli geografi arabi, Djazirat Malîtmah. Il nome attuale, invece, potrebbe prendere origine dalla fusione tra mare e timo, proprio a causa della presenza corposa di questa erba selvatica sull’isola.
Come nel caso delle altre isole trattate negli articoli precedenti, anche in questo caso la presenza di massicci montuosi è elevata, si tratta infatti dell’isola più montuosa delle Egadi. Il Monte Falcone, che si eleva ben oltre i 600 metri di altezza, è il punto più alto dell’isola. Su di questa, vi è anche una folta presenza di boschi dove abbondano flora e fauna. Peculiarità della zona sono le numerose grotte marine: la Grotta del Tuono o del Presepe e la Grotta del Cammello sono le più ricercate da escursionisti e speleologi.

Bellissime anche le numerose spiaggette che si affollano durante i mesi più caldi: Cala Bianca con la sua piccola e suggestiva conca, e una splendida spiaggia di sassi situata sul promontorio di Punta Troia.
Anche a livello archeologico, Marettimo presenta diverse attrazioni: le Case Romane, la preziosa chiesetta di epoca bizantina e il castello normanno di Punta Troia.
L’isola, seppur in tono minore rispetto alla più rinominata Favignana, viene scelta da numerosi turisti, che nel periodo estivo la popolano per vivere diverse esperienze: visitare le grotte marine facendo delle escursioni in barca, fare trekking in mezzo alla natura che offrono i numerosi boschi o immergersi nelle acque cristalline di Cala Bianca.

 

Articolo di: Davide Villaggio

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