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I segreti di VENERE: l’astro del mattino e della sera

Già da qualche mese avrete di certo notato, nel cielo del crepuscolo, un astro luminoso che brilla di una luce incontrastata; in molti si chiedono che cosa sia, se è una stella oppure un pianeta: ebbene si tratta del pianeta dell’amore, Venere.
Esso deve il suo nome alla dea della bellezza e dell’amore, proprio per via della sua grazia (apparente) e luminosità.
Il suo essere così brillante non è solo dovuto alla sua vicinanza al Sole, ma piuttosto alla sua composizione: il pianeta infatti è ricoperto da una spessa e fitta coltre di nubi, che gli conferiscono un potere riflettente del 76% della luce solare.
Il potere riflettente non è solo una caratteristica di Venere, ma di tutti i pianeti, solo che in questo caso troviamo valori più alti di tutto il sistema solare.        

Incredibili immagini della superficie di Venere inviate durante le missioni sovietiche Venera. Cresdit: wikipedia.org

Da queste poche righe sembrerebbe davvero un luogo idilliaco, dove regna la luce e la bellezza; purtroppo  non è propriamente così.
Data la stretta vicinanza di Venere 
al Sole, esso riceve una grande quantità di radiazioni, che determinano una temperatura con valori davvero bollenti: l’astro luminoso e splendente che tanto ci piace osservare alla sera è in realtà un vero e proprio luogo infernale!
Le temperature sul pianeta dell’amore possono  raggiungere circa 475°. Un luogo decisamente inospitale, con un’atmosfera composta principalmente da anidride carbonica e di acido solforico; l’anidride carbonica è la responsabile di un intenso effetto serra che attanaglia il pianeta.
Ma le particolarità di Venere sono tante e molto interessanti: il pianeta infatti ha una rotazione retrograda, ovvero un moto inverso rispetto a come si muovono solitamente i pianeti rispetto al Sole (eccetto Urano), e compie una rivoluzione in circa 230 giorni terrestri, mentre ne impiega circa 243 di giorni terrestri per compiere una rotazione completa. Questa sua peculiarità fu confermata solo nel 1964, dopo una misurazione attraverso il un radiotelescopio situato in California.      

Diverse sono state le missioni progettate per studiare  Venere più da vicino, come le sonde Venera, Mariner, e Pioneer.
E’ grazie a questi progetti che oggi abbiamo molti dati in nostro possesso, dalla cui elaborazione sono emerse informazioni più complete e dettagliate solo negli ultimi anni e con non poche difficoltà, poiché come abbiamo già detto, la fitta coltre di nubi che avvolge il pianeta, ha ostacolato per lungo tempo le osservazioni.
Classificato come pianeta di tipo terrestre, Venere presenta un suolo composto da roccia desertica di un colore giall0 tendente al rosso, con altipiani ed avvallamenti; inoltre, i dati acquisiti dalla sonda Magellano nel 1990 sono serviti a stilare una vera e propria mappatura della superficie, evidenziando un suolo segnato da vulcanismo, con la presenza di moltissimi vulcani;  anche la presenza di zolfo nell’atmosfera sembra ricondurre ad un’attività vulcanica remota.
Riguardo alle somiglianze di  Venere con la Terra si è a lungo fantasticato, ma in realtà le analogie non sembrano poi essere così tante. Come già detto, il pianeta dell’amore è un luogo infernale, con temperature in grado di sciogliere un qualsiasi metallo, e con valori che si mantengono invariati tra il giorno e la notte: inoltre i gas presenti in atmosfera impedirebbero a un qualsiasi abitante venusiano di respirare.
Inoltre la totale assenza di liquidi annulla la possibilità della presenza di una qualsiasi forma di vita.
Curiose le rilevazioni acquisite dalla sonda Magellano nel 1990, che evidenziarono la presenza di una misteriosa sostanza riflettente sulla cima di alcune catene montuose di Venere, dall’aspetto simili alla nostra neve.  

La sostanza è di origine sconosciuta, ma ipotizzata come tellurio: un raro metallo presente sulla Terra, ma che sembrerebbe invece abbondare sulla superficie venusiana. Secondo alcuni studi, i ricercatori sostengono che tale metallo potrebbe assumere le sembianze di una sorta di neve “metallica” che ricade sulle cime montuose più alte, dove la temperatura è leggermente più bassa. Su Venere, contrariamente ad altri pianeti, i venti si muovono ad una velocità di pochi chilometri orari, ma in compenso esercitano  una forza notevole contro tutto ciò in cui si imbattono; questo a causa dell’alta densità atmosferica. Nella parte più alta dello strato di nubi invece i venti soffiano con una velocità di circa 300 km /h, sferzando il pianeta per giorni.
Ci sono poi frequenti scariche elettriche tra le nubi venusiane, con una frequenza più rapida rispetto a quelle che avvengono sulla Terra. Avete ancora dubbi sulla possibilità di andare a vivere su Venere?
Rispetto al nostro pianeta, Venere possiede un campo magnetico più debole, generato da un’interazione tra vento solare e ionosfera.  Un’altra caratteristica del pianeta dell’amore è che non possiede satelliti naturali.
Vi sono poi i famosi “transiti” che accomunano Venere al pianeta Mercurio, con la differenza che quelli venusiani sono eventi molto più rari e complessi: essi avvengono quando il pianeta si interpone tra la Terra ed il Sole, secondo uno schema che si ripete ogni 243 anni, e con coppie di transiti separate da un intervallo di 8 anni e che si distanziano con periodi più lunghi di circa 121,5 e 105,5 anni.  L’ultimo transito che riguarda la coppia attuale è risalente all’8 giugno del 2004, e il successivo risale al 6 giugno 2012. Durante questi fenomeni è possibile vedere, attraverso apposite strumentazioni, il pianeta Venere (così come Mercurio) muoversi come un disco nero, attraverso il Sole.
Per i prossimi transiti ci sarà da aspettare un bel po’, poiché si verificheranno l’11 dicembre del 2117 e l’8 dicembre del 2125. Un pianeta dalle mille risorse che non annoia di certo i ricercatori.        

Una foto della congiunzione Luna/Venere del 28 gennaio 2020. Foto: Teresa Molinaro

Come abbiamo già sottolineato, la vicinanza di Venere al Sole fa si che il pianeta possa essere osservato solo in determinati periodi dell’anno e in determinati momenti del giorno e per poche ore: solitamente si rende osservabile al mattino poco prima dell’alba oppure la sera dopo il crepuscolo, come in questo periodo, anche se, in alcuni casi, non è raro riuscire ad individuarlo di giorno con un apposito binocolo o telescopio. Per gli astronomi e anche per gli astrofili sono interessanti le osservazioni delle fasi di Venere. La buona notizia è che il pianeta scintillante della sera continuerà a tenerci compagnia per tutta la primavera, rendendo magica l’ora del crepuscolo, fino a quando non si troverà in una spettacolare congiunzione con Mercurio tra il 21 e 22 maggio, ad ovest appena dopo il tramonto: questo evento simboleggerà una sorta di saluto, poiché il pianeta “abbandonerà” il nostro cielo crepuscolare poco prima dell’estate, per poi lasciarsi ammirare nuovamente a notte inoltrata e fino alle luci dell’aurora estiva per poi essere incoronato come “stella del mattino” sino alla fine dell’autunno.      

 

Articolo di: Teresa Molinaro
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