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Tra parossismi e pioggia di cenere. Che succede sull'Etna?
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Tra parossismi e pioggia di cenere. Che succede sull’ETNA?

Chi vive ai piedi del vulcano più alto d’Europa non è nuovo a questi eventi.
Eppure, lo stupore sui volti della popolazione etnea non è mai lo stesso. In queste ultime settimane, infatti, l’Etna sta regalando degli eventi a dir poco spettacolari, ma non si tratta di fenomeni mai visti. Fontane di lava alte centinaia di metri, nubi di cenere che sorvolano i vari paesi pedemontani fino alla città di Catania e persino delle vere e proprie precipitazioni di cenere e, in alcuni casi, lapilli. Ma cosa sta accadendo realmente in sommità?

Una fase che apre i battenti il 16 febbraio

A Muntagna”, così come la chiamano quasi con affetto gli abitanti che popolano le sue pendici, ormai da diversi mesi vive una fase eruttiva caratterizzata da alti e bassi. Momenti di quiete alternati a fasi piuttosto movimentate. Una di queste ultime ha avuto inizio lo scorso 16 febbraio.
Intorno alle 17, infatti, una colonna di fumo color arancio, per via del tramonto che accompagnava questo fenomeno, ha sorvolato tutta la zona a sudest del vulcano, con una pioggia di cenere vulcanica e, in alcune zone, come per esempio nel capoluogo etneo, vere e proprie pietre.

 

Credit: Andrea Mirabella

Le date principali di questa attività vulcanica

Seppur l’evento ha suscitato tanto clamore nella popolazione, si è trattato di un episodio parossistico non tra i più eccezionali. Di questi parossismi, infatti, se ne sono registrati più di centinaia negli ultimi dieci anni. I getti di lava, che in questo episodio hanno raggiunto 500 m di altezza, in altre occasioni hanno di gran lunga superato i 1000 metri.
Persino la pioggia di cenere e lapilli si è già verificata in altrettante situazioni simili a questa. Quello del 16 febbraio non è stato l’unico parossismo, visto che nei giorni seguenti se ne sono susseguiti altri.

Due giorni dopo, infatti, si è verificato un parossismo al Cratere di Sud-Est, con la colata di lava che si è avvicinata alla Valle del Bove. Il fenomeno si è registrato alle ore 3.30 locali.
Il terzo episodio si è verificato la mattina del 19 febbraio, con altri parossismi il 20 febbraio, dove gli sbuffi si sono notati sul Cratere Voragine, il 24, 25 e 28 febbraio.
L’ultimo episodio, ma certamente non sarà quello finale di questa attività, si è palesato il pomeriggio del 2 marzo, con ancora una volta tanta cenere caduta sulle strade dei paesi etnei.

Etna Parossismo
Una meraviglia che non deve far paura

In realtà, il magma che in questi giorni è fuoriuscito dall’Etna è più “nuovo”, ovvero più caldo e maggiormente ricco di gas. Ecco spiegato il perché dell’eccessiva energia esplosiva nei vari episodi parossistici che si sono riscontrati. Non di certo una novità, visto che già altre volte anche queste peculiarità riguardanti la lava si sono registrate. Insomma, eventi certamente meravigliosi e da far stare col naso all’insù per ammirare un’incanto del genere, ma nulla di preoccupante, dato che l’Etna ha fatto, fa e farà sempre registrare dei periodi di maggiore attività vulcanica.

 

Articolo di: Davide Villaggio

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