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VENERDÌ ciclogenesi esplosiva sui MARI italiani, attese vere e proprie bufere di MAESTRALE

La circolazione sinottica sull’area euro-atlantica è caratterizzata da un intenso flusso zonale, contraddistinto da ben due distinte saccatura, la prima in azione sul nord Atlantico, con un profondo minimo barico poco a sud-est dell’Islanda, e l’altra sul bassopiano della Siberia occidentale, intervallate da un promontorio anticiclonico dinamico che dall’entroterra marocchino e algerino si elonga fino all’Ucraina e alla Russia europea, con un asse obliquo disposto da SO verso NE. La profonda saccatura, ora presente sul vicino Atlantico, nel corso delle prossime ore evolverà verso levante, fino a raggiungere le Isole Britanniche e il territorio francese, penetrando fin sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. L’ingresso della suddetta saccatura nord oceanica sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con il suo ramo freddo, alimentato da un ramo discendente del “getto polare” che contribuirà ad incrementare la vorticità positiva in quota, favorirà lo sviluppo, sul medio-alto Tirreno, di un minimo depressionario relativo, supportato in quota da una intensa avvezione di vorticità positiva indotta dal passaggio del ramo principale del “getto polare” sopra il territorio francese, con un “Jet Streak” (massimo di velocità del “getto” in quota) che dal nord Atlantico si muoverà, rapidissimamente, verso il sud della Francia e i Pirenei, sfociando sul mar di Sardegna e sopra l’area tirrenica.

18_500La formazione di questo minimo relativo nei bassi strati, fra il basso mar Ligure e il medio-alto Tirreno, nel corso del pomeriggio di venerdì scatenerà un’autentica tempesta di “mistral” che dalla foce del Rodano si dipanerà molto rapidamente al mar di Corsica, al mar di Sardegna fin dentro le Bocche di Bonifacio, con venti da O-NO e NO particolarmente impetuosi, che potranno toccare picchi anche di oltre 120-130 km/h nei punti meglio esposti della costa occidentale corsa e del sassarese e oristanese. La tempesta di maestrale che dalla tarda serata si attiverà fra il Golfo del Leone e il mar di Corsica e mar di Sardegna, verrà prodotta dall’ingresso, tramite la valle del Rodano, sul bacino centrale del Mediterraneo, di un nucleo di aria fredda e più densa, di tipo polare marittima, in scivolamento dall’Atlantico britannico. Lo sfondamento del nucleo di aria fredda polare marittima dalla porta di Carcassonne e dal Rodano già dal primo pomeriggio di domani attiverà vere e proprie bufere di maestrale che causeranno un sensibile rinvigorimento del moto ondoso (mari da agitati a molto agitati fino a grossi) e l’interruzione dei collegamenti marittimi con le isole minori.

21_300 (1)Ma la vera causa che genererà la forte ventilazione nord-occidentale sarà rappresentata dal repentino approfondimento di questo minimo depressionario relativo che dal Tirreno si sposterà, molto velocemente, in direzione del medio-basso Adriatico. Proprio durante questa fase l’intensa avvezione di vorticità positiva presente sul Tirreno andrà ulteriormente ad alimentare la depressione, il quale si approfondirà sensibilmente, fino a raggiungere un valore di 984 hPa nel corso della serata/notte di venerdì. Questo rapido approfondimento della ciclogenesi attorno le regioni centrali meridionali rischia di attivare anche il temuto “vento Isallobarico”, che solitamente si manifesta in aree ben più ampie, fra i 500 e i 1000 km, quando si succedono repentini abbassamenti della pressione barometrica (-15 hPa in 6 ore) seguiti da improvvisi rialzi della stessa, legati al ciclo di una ciclogenesi “esplosiva”. In questi casi il “vento Isallobarico”, sommandosi al vento di “gradiente”, può dare origine a brevi ma fortissime tempeste di vento che si localizzano nelle aree dove si posizionano i massimi del “gradiente barico”.

GFSOPIT06_60_1Quando i cambiamenti del campo barico su una determinata regione diventano repentini, con brusche cadute di pressione subito seguite da rialzi barici altrettanto bruschi ed estesi si una vasta area geografica, allora ci troviamo dinnanzi alle condizioni ideali per l’insorgenza del potente e temuto “vento “Isallobarico”. Di solito delle variazioni cosi brusche e repentine del campo barico su una determinata regione non possono che essere associate al rapido passaggio di un profondissimo ciclone extratropicale che si muove con una velocità di spostamento largamente superiore a quella dei cicloni tradizionali se inserita in un letto di fortissime correnti occidentali o mediamente occidentali nella media troposfera (500 hPa). In simili situazioni su un’area piuttosto vasta, anche di oltre 500-1000 km, il campo barico può variare molto velocemente, costringendo così le masse d’aria a spostarsi il più rapidamente possibile dalle zone in cui la pressione aumenta repentinamente verso quelle zone dove la pressione scende altrettanto repentinamente. Tale squilibrio del campo barico genera delle forti correnti che si sommano ai già esistenti venti di “gradiente”, muovendosi in parallelo con quest’ultimi.

GFSOPIT06_60_9Queste correnti sommandosi al flusso di “gradiente” possono originare dei venti veramente violenti e turbolenti capaci di apportare notevoli danni in presenza di “gradienti barici” particolarmente forti con annessi profondi minimi depressioni in rapido spostamento. La particolarità di queste correnti è quella che possono percorrere centinaia di chilometri, mantenendo le caratteristiche tempestose fin quando non si va a colmare l’importante squilibrio barico che le ha generate inizialmente. Molto spesso il “vento “Isallobarico” è il principale responsabile delle tempeste di vento che sferzano l’Europa e il Mediterraneo, determinando alle volte gravi danni alle strutture. Può spazzare anche le nostre regioni durante il rapido transito di veloci ciclogenesi che si muovono velocissimamente da ovest a est, venendo associato a forti burrasche o a autentiche tempeste di libeccio nella fase pre-frontale, ponente subito dopo il passaggio del fronte freddo e maestrale nella fase post-frontale, con l‘allontanamento del sistema verso la Grecia e i Balcani.

GFSOPIT06_66_1Fra il pomeriggio e la serata di venerdì il rapido approfondimento di questo ciclone extratropicale enfatizzerà l’infittimento delle isobare che si verrà a realizzare fra l’Italia e la Spagna, attivando così le prime burrasche da O-NO e NO, in uscita sia da Carcassonne che dal delta del Rodano, che cominceranno ad aprirsi a ventaglio sul Mediterraneo, propagandosi molto rapidamente verso il mar di Corsica, il mar di Sardegna, tutto il bacino tirrenico e il Canale di Sardegna, per poi piegare più verso O-NO e Ovest a ridosso dell’omonima isola, penetrando attraverso forti burrasche dai quadranti occidentali in direzione del Canale di Sicilia e del settore più occidentale del basso Tirreno. Fra il pomeriggio e la serata di venerdì 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, l’impetuosa ventilazione da Ovest e O-NO, dopo aver spazzato la Corsica e la Sardegna, inizierà a sferzare la Toscana, il Lazio e la Campania, con raffiche che nei punti meglio esposti della costa potranno superare punte di oltre 80-90 km/h. Ricordiamo che venti di questa intensità, quando investono aree fortemente urbanizzate, possono provocare molti disagi e anche tanti danni.

GFSOPIT06_63_9Il rapido tracollo della pressione barometrica atteso in serata farà acquistare ulteriore velocità ai già forti venti di maestrale in uscita dal Rodano, specialmente fra il Golfo del Leone, il mar di Corsica e il mare di Sardegna, dove nella fase clou si potrebbe raggiungere forza 9-10 Beaufort, con raffiche capaci di raggiungere punte di oltre 120-130 km/h. Difatti nel corso della nottata fra venerdì e sabato, grazie alla traslazione dei massimi di “gradiente barico orizzontale” in prossimità del Canale di Sicilia e sul basso Tirreno, le forti burrasche da O-NO e NO cominceranno a spingersi sul Canale di Sicilia, interessando anche il basso Tirreno e la Sicilia, che verrà sferzata da forti venti da O-NO che diverranno particolarmente impetuose fra il trapanese e il palermitano, ove si potranno superare i 90-100 km/h, e il messinese tirrenico, dove si potranno misurare picchi di oltre i 90 km/h, localmente anche 100 km/h.

GFSOPIT06_72_1I venti più intensi investiranno il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna, il Canale di Sicilia e il Tirreno, lì dove gli impetuosi venti da Ovest e O-NO, in successiva rotazione da NO, eccederanno la soglia d’attenzione, superando forza 8-9 della scala Beaufort, con raffiche in grado di toccare i 130-140 km/h lungo le coste orientali della Sardegna, esposte alle violente raffiche “catabatiche” in discesa dai monti dell’entroterra sardo, 110-120 km/h sulle coste più occidentali del sassarese e oristanese (in particolare nell’area di Capo Caccia particolarmente esposte alle tempeste di maestrale),  e picchi sopra gli 90-100 km/h fra il palermitano, il messinese tirrenico e le coste della Calabria tirrenica. Nel corso della mattinata di sabato i forti venti da Ovest e O-NO che investiranno la Sicilia e il basso Tirreno si sposteranno velocissimamente sullo Ionio e lungo il mar Libico, dove si alzeranno delle burrasche che daranno molto fastidio alla navigazione marittima, rendendo molto agitati a largo questi bacini.

GFSOPEU06_66_9Con l’allontanamento della profonda depressione verso l’alto Ionio i forti venti da NO tenderanno a ruotare da N-NO e Nord, sfondando direttamente dagli “intagli naturali delle Alpi Dinariche verso il medio-basso Adriatico. Per vedere una sensibile attenuazione della sostenuta ventilazione bisognerà attendere fino al pomeriggio di sabato 14 dicembre, quando il graduale allentamento del “gradiente barico orizzontale” sui mari che circondano le nostre due isole maggiori favorirà un’attenuazione della ventilazione. I fortissimi venti di maestrale e ponente che da domani investiranno i mari e i Canali attorno Sardegna e Sicilia, oltre a gran parte del medio-basso Tirreno, provocheranno un rapido incremento del moto ondoso, sollevando un imponente moto ondoso, molto insidioso per la navigazione marittima. Già dalla prossima notte, quando dal Rodano inizieranno ad affluire le prime burrasche da NO, il mar di Corsica, mar di Sardegna, ed in seguito pure il Canale di Sardegna e il Tirreno centro-meridionali, passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), fino a molto agitati (forza 6) a largo.

imageMa dal pomeriggio di venerdì, quando le intense burrasche si propagheranno al Canale di Sicilia e al Tirreno in serata, presentando un “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto esteso, il mar di Sardegna, Canale di Sardegna, e in seguito pure il Canale di Sicilia, da molto agitati (forza 6) diverranno grossi (forza 7) a largo, in particolare nel tratto antistante le coste occidentali della Sardegna e le coste settentrionali dell’Algeria orientale e la Tunisia. Proprio qui i venti davvero impetuosi, che potranno superare forza 9-10 sulla scala Beaufort (come intensità media), alzeranno delle onde di “mare vivo” davvero alte, che oltrepasseranno i 6-7 metri in mare aperto. L’esteso “Fetch”, dal Golfo del Leone fino alle coste algerine e tunisine, favorirà la formazione di onde ripide e molto insidiose per la navigazione marittima, pronte ad estendersi dalla mattinata di domani al Canale di Sardegna e Canale di Sicilia fin sul medio-basso Tirreno, dove il mare diverrà agitato, fino a molto agitato (forza 6) o grosso (forza 7) sabato mattina, con onde che supereranno i 5-6 metri di altezza. Mareggiate di una certa intensità sono attese venerdì sera sulle coste occidentali sarde e sui litorali di Lazio, Campania, Campania, Basilicata e Calabria tirrenica, mentre dalla mattinata di sabato 14 dicembre pure sulle coste della Sicilia occidentale, del messinese tirrenico e di tutta la Calabria tirrenica, con l’irrompere di ondate ben formate e alte anche più di 4-5 metri, ma con “Run-Up” fino a 6 metri sul settore occidentale del basso Tirreno e sulla costa trapanese. Su alcuni tratti della costa tirrenica calabrese e siciliana si attendono danni anche ingenti.

Venerdì ciclogenesi esplosiva sui mari italiani, attese vere e proprie bufere di maestrale

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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