VOYAGER 2: l’incredibile viaggio verso (e oltre?) i confini del sistema solare.

Da un recente e nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy, arriva la conferma che la sonda Voyager 2 ha varcato i confini dell’eliosfera il 5 novembre 2018, si trova a più di 18 miliardi di chilometri dal Sole, e sta diventando il secondo oggetto creato dall’uomo ad aver raggiunto il mezzo interstellare. Ma vediamo come gli scienziati sono arrivati a questa conclusione e soprattutto di cosa si è occupata la sonda in questi 42 anni di attività. 

Un’illustrazione della Voyager 2 insime ai corpi celesti da lei visitati. Fonte: fineartamerica.com

Come sappiamo Voyager 2 e la sua sonda sorella Voyager 1,  fanno entrambe parte del programma Voyager e sono nate con lo scopo di esplorare il sistema solare esterno, e sono state costruite nello Jet Propulsion Laboratory.  Voyager 2 è stata lanciata il 20 agosto 1977 da Cape Canaveral, a poche settimane di differenza dalla Voyager 1. Entrambe le sonde sono dotate di complesse apparecchiature scientifiche, computer, fotocamere e spettrometri, che consentono loro di captare immagini e immagazzinare informazioni  da inviare a terra ai centri di controllo e di elaborazione dei dati.  Nella fase iniziale del programma di esplorazione, entrambe hanno sorvolato i giganti gassosi Giove e Saturno, ma è a Voyager 2 che si deve quasi tutto ciò che sappiamo sui giganti ghiacciati Urano e Nettuno, avvicinati dalla sonda in un fortunato allineamento planetario verificatosi alla fine degli anni 70.  Di Urano, di cui vi abbiamo parlato nell’articolo precedente, tutto ciò che conosciamo lo dobbiamo a Voyager 2, l’unica ad aver sorvolato il pianeta di ghiacciato, fornendoci informazioni fondamentali sulle sue caratteristiche e anche su quelle delle sue lune. Dalla missione su Nettuno la Voyager 2 ha davvero prodotto un gran numero di informazioni basilari per lo studio di questo pianeta:  la sonda infatti  permise di ottenere le prime immagini ravvicinate di Nettuno e del suo satellite  Tritone, evidenziando il loro colore e la presenza di formazioni atmosferiche e permettendo di calcolarne con precisione la massa, la temperatura media e la velocità di rotazione. Sulla superficie di Tritone furono inaspettatamente individuati dei geyser di azoto gassoso; inoltre vennero svelate delle inattese caratteristiche del campo magnetico di Nettuno, come ad esempio la sua inclinazione di 47°  rispetto all’asse di rotazione e la sua bizzarra orientazione che non trova origine nel nucleo del pianeta ma nel suo mantello. Tutti dati fino ad allora sconosciuti o soltanto ipotizzati dai ricercatori.

Nettuno e il Grande Punto Scuro, ovvero un’intensissima tempesta anticiclonica ripresa da Voyager 2. Credit: NASA

Dopo aver superato  Nettuno, la sonda si è poi progressivamente allontanata dal Sole, dirigendosi verso i confini del sistema solare. Come abbiamo appreso in questi giorni, circa un anno fa, il 5 novembre 2018, Voyger 2 ha varcato i confini dell’eliosfera, ovvero la “bolla” che circonda il sistema solare e in cui domina il vento solare, ovvero le particelle emesse dal Sole.Il “bordo” dell’eliosfera è l’eliopausa: oltre questo confine regna il mezzo interstellare, ovvero il gas molto rarefatto che riempie lo spazio fra una stella e l’altra. I ricercatori si sono accorti di questo salto da parte di Voyager 2 poichè essi hanno notato un marcato aumento della densità del plasma, prova del passaggio della sonda dal plasma caldo, a bassa densità e tipico del vento solare, al plasma freddo, ad alta densità che è caratteristico dello spazio interstellare.                                                                              

Uno schema che illustra la posizione di Voyager 2. Fonte: wired.it

“Il Voyager 2“, ha commentato Michele Maris, ricercatore all’Osservatorio Astronomico dell’INAF di Trieste, ha attraversato l’eliopausa, la regione di confine tra eliosfera e mezzo interstellare. L’eliosfera è la regione di spazio attorno al Sole dove il gas ionizzato che chiamiamo plasma proviene principalmente dal Sole. Fuori da questa regione il gas ionizzato si origina dalla nostra galassia. Voyager 2 dunque non viaggia più nel gas ionizzato prodotto dal nostro Sole ma nel mezzo interstellare che separa tra loro le varie stelle».  (fonte: Media Inaf)                                                                                                                                Voyager 1 ha raggiunto lo stesso risultatato nell’agosto 2012.  Bisogna avere chiaro il concetto che la sonda non ha ancora varcato  i confini del sistema solare, che si estende fino al limite della Nube di Oort, una nube sferica di comete che avvolge il sistema solare fino a 1.5 anni luce dal Sole, e che risente ancora dell’influenza gravitazionale della nostra stella.
Entrambe le sonde Voyager continuano a trasmettere dati alle stazioni a terra mentre stanno viaggiando verso l’esterno del sistema solare. Le batterie termoelettriche a isotopi radioattivi di cui sono dotate consentono ancora diversi anni di attività, stimata fino al 2025, anche se diversi strumenti sono stati via via disattivati per ridurre l’assorbimento di energia. Insomma, possiamo tranquillamente affermare che fin qui la sonda Voyager 2 non ha deluso le aspettative anzi, le ha forse superate, svolgendo un’attività veramente importante dal punto di vista scientifico. Non ci rimane dunque che “seguire” il suo lungo viaggio  e attendere di scoprire con cos’altro in futuro ci sorprenderà. 

 

Articolo di: Teresa Molinaro
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