ESCURSIONE TERMICA: di cosa si tratta e come si presenta nelle aree del nostro PIANETA

La rotazione terrestre è all’origine dell’alternanza del e della notte. Ne consegue che durante un periodo di 24 ore, in cui si susseguono ore di luce e ore di buio, si verifica una variazione di temperatura dell’aria misurata, con un valore massimo che solitamente si registra intorno a mezzogiorno o nelle prime ore del pomeriggio, e un valore minimo che solitamente si registra a notte inoltrata o all’alba.

Ci sono però altre cause che fanno variare la temperatura, come l’arrivo di masse d’aria calda o fredda, cambiamento della direzione del vento, annuvolamento o rasserenamento del cielo, e precipitazioni.

In un dato intervallo di tempo possiamo misurare una differenza di temperatura, tra una più alta e una più bassa registrate, in due diversi momenti del giorno. Questa differenza è chiamata escursione termica giornaliera, che possiamo definirla come la differenza tra la temperatura massima del giorno e la temperatura minima della notte seguente o precedente.

L’escursione termica giornaliera varia a seconda del luogo e delle condizioni meteo. Nelle località di costa le variazioni di temperatura sono generalmente inferiori rispetto a quelle nelle località dell’entroterra, perché il mare si riscalda e si raffredda più lentamente rispetto alla terraferma.

In particolare nei deserti si misurano le più forti escursioni termiche, poiché il cielo sereno, l’aria molto secca nelle ore diurne e notturne, aree siccitose, scambi d’aria molto ridotti, accentuano il riscaldamento diurno e il raffreddamento notturno.

Durante giorni con cielo sereno e venti deboli, le escursioni termiche sono maggiori poiché l’elevato soleggiamento determina un riscaldamento maggiore dell’aria, e durante la notte il raffreddamento è anche maggiore.

Come abbiamo detto in precedenza, tuttavia le variazioni di temperatura hanno anche altre cause. Improvviso maltempo e arrivo di aria calda o fredda determinano forti rialzi o ribassi della temperatura, e per conseguenza l’escursione termica è maggiore. Invece in giorni con cielo molto nuvoloso e frequenti precipitazioni, il riscaldamento e il raffreddamento dell’aria vengono molto limitati, e quindi accade che le escursioni termiche risultano ridotte.

Ci sono poi regioni della terra, ovvero  quelle polari situate oltre il circolo polare artico, che per alcuni giorni o settimane, e addirittura fino a 6 mesi in corrispondenza dei poli nord e sud, il sole non tramonta mai o non sorge mai. Anche in queste situazioni si possono misurare escursioni termiche giornaliere. Infatti seppure il sole non tramonta mai durante un determinato periodo, esso si alza e si abbassa nel cielo, e questo comporta comunque l’aumento e la diminuzione della temperatura.
Situazione diversa l’abbiamo nei poli durante i mesi di luce,  poiché nelle 24 ore il sole rimane praticamente alla stessa altezza. In questo frangente si possono comunque apprezzare variazioni di temperatura in rialzo o in ribasso, seppure solitamente molto piccole.

Durante il periodo in cui il sole non sorge mai e quindi è sempre notte, anche in questo caso non si possono avere escursioni termiche derivanti dall’alternanza di ore di luce e di buio, ma solo variazioni di temperatura essenzialmente dovute a cambiamenti del tempo.

Abbiamo infine escursioni termiche annue date dalla differenza tra la temperatura massima assoluta e la temperatura minima assoluta durante l’anno, oppure quando calcolata su base mensile, dalla differenza tra la temperatura massima media del mese più caldo e la temperatura minima media del mese più freddo. Alla nostra latitudine fa più caldo in estate perché i raggi solari raggiungono un’inclinazione minore, rispetto in inverno che fa più freddo.

 

Articolo di: Davide Morreale

©centrometeosicilia.it
Seguiteci su: https://www.facebook.com/centrometeosiciliano/
Canale Telegram: https://t.me/centrometeosicilia