HALONG diventa uno dei TIFONI più potenti dall’era satellitare: venti oltre 285 km/h e minimo di 894 hPa

Sta stupendo, e non poco, la notevolissima intensificazione del super-tifone “Halong” che è divenuto il ciclone tropicale più potente osservato sulla Terra in questo 2019. Scorrendo sopra un tratto di acque superficiali molto calde, sui +29°C, in un’area con debole “wind shear verticale”, sul Pacifico occidentale, nel tratto di oceano ad est delle Marianne, la tempesta si è velocemente evoluta in un impressionante super-tifone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi che sono stati capaci di superare la soglia dei 285 km/h. In poche ore “Halong” è divenuto un vero e proprio mostro, con un poderoso rafforzamento della forza centrifuga interna che ha agevolato lo sviluppo di un occhio centrale ben delineato, completamento libero dalle nubi. Come da previsione, il considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati del tifone, ha liberato una grande quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi di oltre i 280 km/h nell’area attorno l’occhio centrale.

fdssd.jpg-nggid0511043-ngg0dyn-900x800x100-00f0w010c010r110f110r010t010Si è venuto cosi ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale, nel tratto ad ovest delle isole Marianne. “Halong” era centrato nel remoto nord-ovest del Pacifico a circa 700 miglia a est-sud-est di Iwo To alle 12Z (8:00 EDT) di martedì 4 novembre. Secondo i dati forniti dal Joint Typhoon Warning Center ha ancorato i venti medi del potentissimo ciclone tropicale avevano superato i 250 km/h. Secondo la tecnica Advanced Dvorak basata sulle immagini satellitari, sviluppata dal Cooperative Institute for Meteorological Satellite Studies presso l’Università del Wisconsin-Madison, “Halong” era un 7,8 sulla scala Dvorak, con venti massimi stimati di 285 km/h e un minimo barico al suolo da capogiro, sceso sui 894 hPa.

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“Halong” è uno dei cicloni tropicali più forti che abbiamo mai osservato nell’era del satellite, con le stime Advanced Dvorak Technique (ADT) a supporto di un equivalente uragano di 5^ categoria Saffir-Simpson, di quasi 200 miglia orarie. La forte intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Halong”, trasformandolo in un perfetto e pericolosissimo super-tifone di 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi, che hanno raggiunto un picco estremo di ben 285 km/h, nel corso della serata di martedì 4 novembre 2019. I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di oceano a nord-ovest delle Marianne, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero imponenti, che hanno raggiunto picchi di oltre i 9-10 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone.

ir-halong-18Z-11.5.19-835pxIl moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Tali condizioni meteo/marine estreme rendono la navigazione marittima proibitiva per le navi di piccola e media stazza, alle quali sovente è consigliato un passaggio lungo la periferia della circolazione ciclonica, evitando di imbattersi nelle tempeste più violente che si concentrato a ridosso dell’occhio centrale. Il super-tifone “Halong”, dopo aver raggiunto la massima intensità nella giornata odierna, comincerà lentamente a perdere forza, a causa del ciclo di sostituzione dell’occhio centrale che lo declasserà alla 4^ categoria, con venti pur sempre violenti, ad oltre i 200 km/h attorno l’occhio centrale.

gl_anom_mmFino a giovedì 6 novembre il super-tifone, continuando a muoversi sopra un ambiente umidissimo nei bassi strati, su acque molto calde che si estendono a grandi profondità, dovrebbe mantenere la 4^ categoria. Dopo aver oltrepassato i 20° – 21° di latitudine nord la tempesta, a contatto con acque superficiali meno calde, inizierà ad indebolirsi, raggiungendo con molta probabilità la 3^ categoria Saffir-Simpson. Il tifone dovrebbe seguire un tipo di traiettoria che lo spingerà in pieno oceano, senza rappresentare alcuna minaccia per arcipelaghi abitati o terre emerse.

 

“Halong” diventa uno dei tifoni più potenti di sempre: venti oltre 285 km/h e minimo di 894 hPa

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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