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Un DICEMBRE molto CALDO ad est: +22°C nei BALCANI, oltre +18°C in riva al Mar Nero - Centro Meteorologico Siciliano
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Un DICEMBRE molto CALDO ad est: +22°C nei BALCANI, oltre +18°C in riva al Mar Nero

Più che inverno sui Paesi dell’Europa centro-orientale sembra sia arrivata la primavera, con temperature miti, arrivate a sfondare la soglia dei +22°C nei Balcani, e oltre +16°C nel sud dell’Ucraina. Difatti, questa prima parte di dicembre, è stata caratterizzata da una anomalia termica positiva di oltre +8°C +10°C rispetto alle medie del periodo. La persistenza di un robusto promontorio anticiclonico, con un asse principale disposto tra l’entroterra egiziano, il Mediterraneo orientale e l’Europa centro-orientale, sta continuando a spingere verso la Grecia, i Balcani e il bacino del mar Nero masse d’aria piuttosto miti e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico libico e egiziano si sono spinte fino all’Europa orientale, attraverso il soffio di una tiepida ventilazione meridionale. Queste masse d’aria, piuttosto calde e secche in quota, hanno fatto balzare i termometri oltre il muro dei +20°C +22°C sui Balcani. Addirittura in riva al mar Nero si sono superati i +18°C, mentre in Ucraina la capitale Kiev ieri ha registrato una temperatura massima di ben +15,2°C, migliorando di +0,5°C il suo precedente record di caldo mensile per dicembre.

Rta850m3Tale anomalia barica è stata incentivata dalla presenza di un vortice polare troposferico che è rimasto compatto in sede artica, con un assetto bipolare, caratterizzato da due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera. Un vortice polare cosi compatto di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature toccano valori di -20°C -30°C a bassa quota. Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord dell’Arcipelago Artico russo, dove si segnalano valori al di sotto dei -35°C -40°C, a quote relativamente molto basse, e sull’Artico russo e sulla Jacuzia, dove ormai si registrano le prime temperature minime al di sotto dei -55°C. Il sensibile raffreddamento dell’Artico, a sua volta, tende a rafforzare il “gradiente di geopotenziale” ed il “gradiente termico” fra le latitudini artiche e quelle temperate, producendo una notevole accelerata del flusso zonale fra le medie ed alte latitudini, fra nord America, Europa e Asia centro-settentrionale.

Rta850m2Il forte “gradiente di geopotenziale” che si viene a realizzare tende a rinforzare notevolmente il ramo principale del “getto polare” che presentando un andamento pressochè rettilineo, con potenti “jet streaks” (massimi di velocità del “getto” in quota), fra l’estremo oriente russo, gli States, il nord Atlantico e l’Europa, taglia le spinte meridiane degli anticicloni oceanici, presenti fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico. In queste ore, ad esempio, un potentissimo “jet streak”, con valori di oltre 380 km/h a circa 9000 metri di altezza, dalle coste dell’estremo Oriente Russo si sta propagando a gran velocità sul Pacifico settentrionale, fino in direzione delle isole Aleutine e delle coste dell’Alaska meridionale. Il sensibile rinforzo del “getto polare” impedisce cosi la costruzione di ampi flussi meridiani, inibendo in tal modo l’afflusso verso latitudini più meridionali delle masse d’aria molto fredde e pesanti presenti sopra il mar Glaciale Artico. Quest’ultime permarranno in loco, colmando la struttura del vortice polare troposferico che presenterà un’ottima forma in sede polare, fino a gran parte del mese di novembre e dicembre.

hgt300In sostanza, la presenza di un vortice polare troposferico in ottima forma, che ruota come una grande trottola sopra il mar Glaciale Artico, tende ad inibire l’attivazione dei più proficui scambi meridiani, se non per fasi abbastanza brevi e circoscritte, agevolando al contempo l’afflusso di masse d’aria molto miti, dai quadranti occidentali, che si spalmano lungo tutta la fascia temperata. Ciò, a sua volta, impedisce alle masse d’aria gelide, stagnanti sopra l’Artico, di essere libere di scivolare verso le medie latitudini, apportando le prime significative ondate di freddo della stagione, come sovente accade durante il mese di dicembre. Fino a quando l’attività del vortice polare non allenterà un po’ in sede Artica, la circolazione generale atmosferica sull’intero emisfero boreale assumerà una componente ad alto indice zonale, con la presenza di “Westerlies” particolarmente intense e di un “getto polare” potente che schiaccerà verso le basse latitudini le spinte meridiane (verso nord) degli anticicloni permanenti sub-tropicali (sopra il nord Pacifico e l’Atlantico settentrionale).

Un dicembre molto caldo ad est: +22°C nei Balcani, oltre +18°C in riva al Mar Nero

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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